domenica 7 febbraio 2010

Abbiamo la riforma

Approvata definitivamente e senza più tira e molla finalmente (si fa per dire) abbiamo questo benedetto riordino.
Riuscire a dare un giudizio non è facile, lo dico non per tirarmi indietro - magari proverò anche a dire cosa ne penso - ma si dovrà vedere come funzionerà il tutto.
tanto per incominciare mancano ancora diversi e differenti tasselli per poter dire dove stiamo andando.
Nel frattempo - ai miei pochi lettori - segnalo questo link dell'Ufficio Scolastico dell'Umbria che mi pare un eccellente compendio e rassegna di tutti gli aspetti non solo normativi - che senz'aòtro aiutano a fare chiarezza - ma anche un punto di raccolta delle opinioni e del dipattito culturale in atto nella scuola che cambia, qui mi riferisco in particolar modo alla secondaria superiore di secondo gradi e all'Istruzione Tecnica.

mercoledì 16 dicembre 2009

VIsta la situazione aderisco ad un giudizio...

Comunicato: Consiglio di Stato e Riordino II Ciclo

 

Nel lungo ed estenuante percorso per l’approvazione dei Regolamenti per il Riordino del II Ciclo la richiesta di chiarimenti da parte del Consiglio di Stato esige dal Ministero risposte di non poco conto, urgenti ed indispensabili per non inceppare il percorso stesso.

Diverse le richieste: la necessità che lo schema di Regolamento resti all’interno della delega accordata dalla legge 133/2008 e non sottoponga scelte a carattere didattico alla concertazione con il MEF vincolata ai risparmi di spesa;  la limitazione all’indispensabile degli aspetti del Riordino dettati con semplici Decreti successivi; il rafforzamento dell’autonomia degli istituti coordinando le nuove quote di piani di studio rimesse alle scuole con l’attuale Regolamento dell’autonomia; una più chiara collocazione dei nuovi organi (Dipartimenti didattici, Comitati tecnico-scientifci, Comitati nazionali) all’interno di un provvedimento specifico.

 

I dirigenti scolastici di DiSAL – ha sostenuto all’incontro di oggi al Ministero il presidente dell’Associazione Roberto Pellegatta - nonostante i numerosi problemi rilevati e le proposte di miglioramento presentate sui vari Regolamenti, ritengono che questo percorso si debba concludere con urgenza, perché non succeda che il cammino di cambiamento di cui la scuola secondaria di secondo grado ha fortemente bisogno, subisca l’ennesimo blocco come accade da decenni”.  “DiSAL tuttavia – ha ribadito il presidente - chiede che si colga l’occasione dei chiarimenti da dare al Consiglio di Stato per accettare alcuni miglioramenti irrinunciabili”.

 

Secondo l’Associazione si tratta almeno di confermare con chiarezza:

** l’avvio graduale del Riordino limitato alle prime classe e rafforzato da una formazione apposita che valorizzi innanzitutto i capi di istituto;

** un testo dei Regolamenti organico che risolva le obiezioni per avere poi un cammino di riforma con minori ostacoli;

** la valorizzazione dell’autonomia scolastica, negli aspetti gestionali-organizzativi e della definizione dell’offerta formativa;

** le risorse necessarie a non mortificare in sede di organico le scelte autonome delle scuole, nell’ambito definito dai Regolamenti;

** il rinvio ad una norma organica sul governo delle scuole per i nuovi organismi previsti;

** una forte attenzione, nelle scelte di piani di studio dei Professionali e dei Tecnici, ad aspetti che rischiano di incrementare la dispersione scolastica quali il biennio unico, il completo rinvio delle discipline di indirizzo ai trienni e il forte aumento di discipline teoriche nei bienni, per agevolare invece il netto superamento della separazione tra cultura e lavoro.

 

Ufficio Stampa  DiSAL

mercoledì 18 novembre 2009

I migliori 100 strumenti per l'insegnamento attraverso l'uso delle tecnologie

JANE HART dal suo Centre for Learning & Performance Technologies annualmente pubblica una rassegna dei 100 migliori e più utilizzati tools del web 2.0.
Si tratta di una analisi degli strumenti maggiormente utilizzati e della loro ripercussione in ambito di apprendimento.

giovedì 25 giugno 2009

Bocciare a cosa serve ???


Riporto questo articolo da LASTAMPA.it


Più bocciati alle medie alle superiori 1 su 3 ha dei debiti

Più bocciati alla scuola media e aumento degli studenti delle superiori che per essere ammessi al prossimo anno scolastico a settembre dovranno recuperare le insufficienze riportate al termine di questo. Lo dice il ministero dell’Istruzione, che ha reso noti alcuni risultati parziali degli scrutini negli istituti scolastici.
Il trend dimostra che gli studenti non ammessi nei soli primi due anni delle medie, se i dati saranno confermati, potrebbero arrivare a circa 70mila rispetto ai 45mila dell’anno scorso.
Nella scuola superiore il 42,2% degli studenti non è stato promosso: il 28,6% è stato sospeso con debiti e il 13,6% non è stato ammesso.
E` nei primi 2 anni delle superiori che si registra il maggior numero di bocciati: il 18,1% degli studenti del primo anno e il 12% del secondo infatti non sono stati ammessi alla classe successiva. Per quanto riguarda gli studenti sospesi l’aumento è stato quasi del 2% rispetto alle cifre dell’anno scolastico 2007/2008.

Le percentuali più consistenti di bocciati, spiega ancora il Miur, risultano tra gli studenti del liceo linguistico (15,6%) e dell’ex-magistrale (20,6%), con un aumento rispetto allo scorso anno del 9,5% e del 9,8%. Scende invece il numero dei bocciati negli istituti tecnici e professionali. Stabili le percentuali nei licei scientifici e classici.

Una scuola che parla al futuro

dal sito DISAL


Una rivoluzione con sei proposte per una scuola che guarda al futuro

Compagnia delle Opere, in collaborazione con le associazioni DiSAL, Diesse, CDO Opere Educative, Il Rischio Educativo, Consorzio Scuole Lavoro e Associazione Portofranco, ha redatto un manifesto che indica alcuni punti irrinunciabili per un miglioramento dell’offerta formativa che permetta di rispondere alla forte domanda di apprendimento

Riconoscimento dell’autonomia statutaria delle istituzioni scolastiche, sostegno alle scuole paritarie, formazione dei dirigenti scolastici, percorso di carriera per i docenti che tenga conto di competenze e valutazione del merito, percorsi di studio più flessibili e personalizzati, valutazione della qualità dell’offerta educativa delle scuole, abolizione del valore legale del titolo di studio.
Sono alcune delle proposte contenute nel manifesto di Compagnia delle Opere dal titolo “Una scuola che parla al futuro” dedicato alla scuola e all’educazione.
Il manifesto esprime un giudizio critico e preciso sul quadro dell’istruzione nel nostro Paese e formula una serie di proposte operative tese al miglioramento dell’offerta formativa e alla valorizzazione di tutte le esperienze di qualità presenti nel sistema scolastico.
Prima degli obiettivi e delle analisi il manifesto puntualizza l’importanza dell’educazione. “L’educazione – afferma il testo – è una risposta decisiva alle domande dell’uomo sulla situazione attuale”. Ritrovare la capacità di educare è il compito che il documento assegna non solo alla scuola, ma all’intero mondo degli adulti.

Il manifesto, richiamandosi in questo modo all’Appello sulla educazione firmato nel 2001 da numerose personalità italiane, afferma che solo un popolo che si lascia educare, cioè ritrova il significato più profondo della propria identità, è in grado di dare vita a luoghi di cultura e di conoscenza.
Il documento rileva che, rispetto ai problemi che l’assetto della scuola italiana presenta, riconducibili all’atavico statalismo che non ha eguali in Europa, esiste una domanda sociale di apprendimento significativo che i giovani non solo non hanno perduto, ma appunto rivolgono alla scuola affinché essa riprenda il suo ruolo.
La scuola italiana, insomma, si sta muovendo e i dati Ocse-Pisa che presi nell’insieme dimostrerebbero le scarse competenze dei nostri quindicenni nelle discipline fondanti (lettura, matematica e scienze), se disaggregati rivelano che la scuola funziona, ed esprime risultati eccellenti, se il lavoro in classe è coinvolgente, se insegnanti e alunni sono motivati, se la scuola come organizzazione riesce ad esprimere tutte le sue potenzialità.
Quindi, a partire da testimonianze positive di scuole in azione, il documento “Una scuola che parla al futuro” enuncia 6 obiettivi:

- piena autonomia degli istituti scolastici, cui è legata una piena e attuata parità scolastica;
- sviluppo di una identità professionale di docenti e dirigenti;
- realizzazione di percorsi di studio flessibili e personalizzati in ambito didattico; - messa in atto di ordinamenti (dalla scuola dell’infanzia a quella superiore) in linea con il principio di sussidiarietà;
- valutazione esterna delle scuole;
- abolizione del valore legale del titolo di studio.

Per fare tutto questo è necessario non tanto aggiungere altre spese, ma eliminare gli sprechi e, soprattutto, ampliare gli spazi di libertà di educazione nella scuola e tra le scuole.
Al di là di ogni retorica pre o post elettorale, queste piste di lavoro intendono disegnare i contorni di un’azione culturale di lunga gittata che la CdO offre come spunti di riflessione e azione a tutti coloro (educatori, famiglie, imprenditori, politici, intellettuali) cui sta a cuore il domani delle nuove generazioni.

Con un approccio nuovo e veramente significativo il documento che la Compagnia delle Opere dedica alla scuola, e che qui presentiamo, evidenzia la stretta connessione che intercorre tra il tema educazione e il tema istruzione.

Le proposte che qui vengono avanzate per un cambiamento del sistema scolastico sono per lo più riconosciute e condivise dai migliori centri di studio e di approfondimento sul tema istruzione, quali l’Associazione TreeLLLe, la Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo, la Fondazione Agnelli ecc.

lunedì 4 maggio 2009

Di solito

 "Di solito si ritiene che la vita delle persone sia suddivisa in due momenti distinti. Quello della formazione e quello dell'attività lavorativa. Si crede che il primo periodo della vita serva a dare all'individuo quelle conoscenze sufficienti ad affrontare la fase successiva. Con l'idea che le nozioni apprese possano bastare a ricoprire ruoli e mansioni stabili nel tempo. Penso che una persona così si trovi del tutto disarmata di fronte ad un mondo che cambia alla velocità della luce". 
Sergio Marchionne AD Fiat - maggio 2009

domenica 3 maggio 2009

Per non perdere l'abitudine

Giusto per non perdere l'abitudine ai concetti e alle novità la traduzione italiana del cos'è il web 2.0 tratto dal sito originario, una riflessione sul significato della tecnologia prima di affrontare la possibilità che venga aplicata nella didattica oltre che nella comunicazione di everidei!!!